Il mio CV

Mi chiamo Laura Petrarca e fin da piccola ho nutrito una passione profonda per la scrittura. Ho iniziato il mio percorso artistico scrivendo racconti di fantasia per bambini, maturando successivamente una modalità di scrittura più adulta e consapevole. La mia attività di scrittura ha subito una lunga formazione, grazie anche alle costanti frequentazioni di alcuni autori da me preferiti: Giacomo Leopardi (Zibaldone, I Canti), Alberto Moravia (La noia, Gli Indifferenti), Gustave Flaubert (Madame Bovary), Ernest Hemingway (Il vecchio e il mare). 

La scrittrice L L

Passione, impegno e costanza

La scrittrice Laura Petrarca
Passione, costanza e desiderio di arrivare al cuore di tutti con le mie parole: questo è il motore del mio impegno letterario. L’amore per la scrittura mi permette di dar voce alle emozioni, descrivendo situazioni forti e intense.

Nel mio esordio letterario, La metafora del diamante, da scrittrice conduco il lettore alla scoperta di una donna che, grazie alla sua intelligenza e ai valori nei quali crede, riesce ad affrontare situazioni drammatiche dell’esistenza umana, rappresentate dalla malattia di una delle figlie e dall’abbandono da parte del marito alcolizzato. 

La vicenda, ambientata nella Puglia degli anni sessanta, rimanda ai luoghi della mia infanzia, in cui trascorrevo il periodo estivo. La protagonista del romanzo, pur avendo come principale obiettivo la realizzazione personale, pone al centro della propria esistenza la famiglia e i valori in cui crede.  
Il romanzo
L'influenza del naturalismo francese

La stesura del mio romanzo risente dell’influsso del naturalismo francese. La figura centrale della donna martire richiama alla memoria le atmosfere de “ l’ammazzatoio” di Emile Zola.

Tratto dal mio libro

Eppure aveva letto in alcuni libri che la sofferenza non avrebbe risparmiato proprio nessuno.

E mentre gli porgeva le medicine, sentiva un mare in tempesta scuotersi dentro di lei; pensava alle sue bambine e alla vita che avrebbero vissuto. Ai dubbi, alle incertezze, alle scelte a cui sarebbero state chiamate, perché la vita non aspetta nessuno. 


La vita è come un treno in partenza, che una volta presa velocità non riesce a porsi limiti. Ti permette di visitare posti mai visti, di respirare aria buona, di apprezzare i colori cristallini e odori speziati, ma molto spesso, ti scaraventa addosso al finestrino e non ti dà l'opportunità di replicare.


Maria voleva che le figlie, prima o poi, riuscissero a prendere quel treno, potessero sedersi nei posti vista mare, riuscissero a dimenticare tra le rotaie il dolore. E assieme a tutto questo, se possibile, godersi il viaggio

Press: Ansa e Corriere dell'Economia

Per approfondire alcuni aspetti della mia attività di scrittrice, ti invito a visionare i seguenti articoli:


ANSA
 


CORRIERE DELL' ECONOMIA

Seguimi su Facebook

Seguimi su instagram